Passa ai contenuti principali

LI CALZI DIRETTORE DI NARRAZIONI JAZZ (O QUEL CHE SARA')

Giorgio Li Calzi
A conferma di quanto vi avevo anticipato il 12 ottobre, oggi il trombettista Giorgio Li Calzi, jazzista torinese fra i più noti e stimati della scena nazionale, ha ricevuto oggi dal Comune l'incarico di dirigere la prossima edizione di Narrazioni Jazz, o quello che diventerà il jazz festival della Città. E' lui il "musicista di valore, torinese, con esperienza anche nella direzione artistica" di cui parlavo nel post del 12 ottobre: Li Calzi dirige infatti da molti anni il bel festival Chamoisic a Chamois, in Valle d'Aosta.
Per adesso è tutto. Poi, con calma, approfondiremo. Per il momento, io faccio a Giorgio Li Calzi gli auguri di buon lavoro (ne avrà un dannato bisogno...) e voi godetevi il comunicato stampa del Comune. Percularlo sarebbe troppo facile, ma è tardi e vorrei vedermi un po' di tivù. Un'altra volta, magari.

Un nuovo direttore, una nuova squadra, un festival rinnovato per Torino.
“I grandi eventi cittadini possono acquisire un’importante funzione di sostegno al radicamento delle attività culturali permanenti presenti da anni in città – afferma Francesca Leon, assessora alla cultura della Città -. Per questo crediamo sia necessario passare da una concezione di evento estemporaneo con ricadute limitate nel tempo (e nello spazio. E intanto il ROI non lo ha tirato fuori, alla faccia del cazzo della trasparenza. NdG) a una che veda l’evento come pietra miliare di tutte le attività che si svolgono nell’arco dell’anno”.
Il Torino Jazz Festival 2018 cercherà di investire le risorse economiche anche come leva per garantire visibilità ai musicisti e ai club torinesi durante tutto l'anno grazie a una rivalutazione del marchio. Fondamentale – com’è avvenuto sperimentalmente  lo scorso maggio con la rassegna Narrazioni Jazz
(Sperimentalmente. Fantastico: adesso si scopre che era tutto un esperimento. Quindi non ero io lo stronzo che faceva il pomodorino, ma erano loro i pomodorini che... NdG) - sarà il coinvolgimento attraverso un bando pubblico di operatori, scuole e dei soggetti che hanno reso ricco il patrimonio jazzistico e musicale della città.
Per far crescere il Festival Jazz, l’assessorato alla cultura della Città ha individuato un direttore artistico in grado di raccogliere le istanze dei musicisti, dedicare grande attenzione ai nuovi linguaggi e, soprattutto, collaborare anche con altri ambiti artistici.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...

IL FRUTTO TOSSICO DELLA SCIATTERIA POLITICANTE

Il saluto finale di Paolo Lucà, ieri pomeriggio per l'ultima volta sul palco del Folk Club, ha confermato quanto scrivevo sul Corriere. Come tante altre volte, quest'ennesimo vulnus al nostro sistema culturale è il frutto tossico di un sistema dei bandi ottuso e deleterio, e più in generale della noncuranza, della sciatteria politicante, della stolida supponenza di chi pretende di amministrarci senza possedere gli strumenti adeguati - o quantomeno un minimo di banale buon senso. Dunque non ho altro da aggiungere. Riporto qui l'articolo uscito ieri sul Corriere, non disponibile on line. Eccallà: loro combinano i casini, e ci rimettiamo noi. Non è necessario possedere l'intuito di Poirot per immaginare quale sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha indotto Paolo Lucà a dire basta. Ho motivo di supporre che il Folk Club, come decine di altre realtà culturali, sia vittima dell'incommensurabile sòla della Regione: parlo delle associazioni che hanno partec...