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TRAFFIC ADDIO: ARRIVA IL "MINESTRONE FESTIVAL"

The last waltz: Traffic2013, Daniele Silvestri e Manuel Agnelli al sound check
Ormai è deciso: per l'assessorato comunale alla Cultura, Traffic è un morto che cammina. Quella che si terrà a fine luglio in piazza San Carlo sarà l'ultima edizione del Free Festival, così come lo abbiamo conosciuto e amato. Adesso gli spiriti più creativi, nelle stanze del potere, non parlano d'altro che del mitico "Festival di Musica Giovane". Io lo avevo scoperto per la prima volta sfogliando il progetto delle manifestazioni del 2015 collegate all'Expo. E - al di là del brivido vintage suscitato da quel termine "musica giovane", che fa tanto salotto perbenista anni Settanta - mi domandavo che cosa potesse essere. Un po' alla volta, comincio a scoprirlo. L'idea sarebbe quella di creare un "comitato scientifico" mettendo insieme gli organizzatori di quattro manifestazioni torinesi: Traffic, Movement, Reset e Glocal Sounds. Ovvero, due rassegne - Traffic e Movement - di respiro internazionale; e due d'ambito locale. Questo "comitato scientifico" - ammesso e non concesso chen gli interessati ci stiano - dovrebbe dar vita a un festival "diffuso". Ovvero l'ossessione del nostro assessorato alla Cultura: "diffusione", nel senso di portare concerti e concertini in giro per la città. Il modello, insomma, dovrebbe essere - e ne dubitavate? - il Jazz Festival. Con i problemi del caso: tipo che nei giorni del sullodato Jazz Festival il passante male informato fatica a distinguere i concerti del Festival medesimo da quelli autogestiti dei musicanti di strada. Suggerirei l'adozione di appositi cartelli indicatori. Ma forse è meglio di no: capace che per farli, sti cartelli, il Comune si fucila altri duecentomila euro.
Ad ogni modo, il progetto è questo, anche se ufficialmente non filtra una parola. Immagino che in cabina di regia si stiano almanaccando per capire come far convivere realtà tanto diverse: diverse per impostazione di base, peso organizzativo, genere e qualità delle proposte. A giudicare da quanto le quattro rassegne hanno mostrato in passato, si va dalle superstar internazionali del rock e della techno fino ai "musicisti emergenti" torinesi. Immagino che pure a questo riguardo si voglia riprodurre il Sacro Modello del Torino Jazz Festival: una sezione di grandi eventi e un'altra di concertini per l'appunto "diffusi".
Che dio ce la mandi buona. Intanto bisognerà trovare un nome vero alla nuova creatura, perché "Festival di Musica Giovane" è più deprimente di un tardo pomeriggio d'inverno a Sesto San Giovanni.
Propongo "Minestrone Festival". Come nome avrebbe un suo perché. Almeno il nome...

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