Passa ai contenuti principali

OLTRE I CONFINI DELLA FOLLIA

E' ufficiale: o sono pazzi, o sono scemi.

Non è photoshop. La foto è su Fb, ma ho chiesto conferma ai residenti. E' vero. E' alto tre piani. Qualcuno chiami la neuro. E con questa Fassino rinuncia definitivamente al secondo mandato.
A quanto risulta dai primi accertamenti, 'stammerda dovrebbe ospitare un evento promozionale Sony nel fine settimana. Lammerda è stata approvata martedì scorso dalla giunta comunale. Se quegli scelti cervelli conservano ancora un minimo di dignità, chiedano scusa e domattina stessa vadano a smontarla. Poi prendano il primo aereo per la Jacuzia. E non tornino mai più.
Quanto a noi, resistenza subito.

Commenti

  1. Ma nooo!! Che peccato. Piazza Vittorio è una delle più belle piazze della nostra città. Cos'è quella roba terribile? Speriamo che ci restituiscano la piazza in tutto il suo splendore il prima possibile!!!

    RispondiElimina
  2. Io trovo bellissimo questo UFO in piazza Vittorio. Ho parlato con il marziano pilota che mi ha detto che è venuto a prendersi Fassino e tutto il consiglio comunale e li teletrasporta sul pianeta Taurus.
    Gli ho detto che era un'ottima iniziativa.

    RispondiElimina
  3. A cosa serve? A renderci ridicoli, what else?

    RispondiElimina
  4. Direi che serve a far eleggere Chiara Appendino al primo turno. Bene, con quello che costano le elezioni...!

    E' impressionante quanto questa Giunta sia distante dal sentire comune dei torinesi. Così come il responsabile Marketing & Comunicazione di chi ha organizzato l'evento, qualsiasi cosa promuovano sono riusciti a rendersi odiosi per un'intera città.

    RispondiElimina
  5. Sarebbe bello e coerente che la Sony ci proiettasse dentro piazza Vittorio in 3d

    RispondiElimina
  6. Uff...mai contenti però. La baita di Heidi davanti al Palazzo di Castellamonte non ci piace (la capiremo, dissero, soltanto in futuro), la catasta di assi di recupero in piazza Castello ci disturba, gli accampamenti dei popoli nomadi della Cioccolatzia in piazza San Carlo ci urtano, la Mammellona Bianca in piazza vittorio ci orripila...ma insomma: vogliamo renderci conto che in Comune c'è gente che non dorme la notte per renderci edotti, per farci crescere culturalmente??

    RispondiElimina
  7. Chiamiamo Sgarbi...sicuramente avrà le giuste espressioni per definire questa palla????????o igloo??????ufo?????che rovina la bellezza della città...............

    RispondiElimina
  8. 3...2...1... Fassino, via, a casa!

    RispondiElimina
  9. Si vede che di arte non capite nulla... Si vede anche dalla foto... È una proiezione post-moderna della Gran Madre... Di fatto se con un pò di immaginazione mettete tra le due cupole la mole cosa appare?! L'organo con cui ragiona questa giunta.

    RispondiElimina
  10. io voglio Sgarbi sindaco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche no... Di mattocchi ne abbiamo a sufficienza in casa...

      Elimina
  11. una volta li ci compravo il fumo .....

    RispondiElimina
  12. Si può dire: sticazzi? Lo smonteranno da 2 giorni. Proprio dietro di lui c'è un cartellone pubblicitario 10x15 metri che è lì dall'alba dei tempi, direttamente sull'edificio.
    Nessuno si scandalizza?

    Fassino sicuramente rinuncerà al secondo mandato, ma non per questo...

    RispondiElimina
  13. Cominciamo a tirare giù il palazzo della Reale Mutua in piazza Castello è persino peggio di questa sfera.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...

IL FRUTTO TOSSICO DELLA SCIATTERIA POLITICANTE

Il saluto finale di Paolo Lucà, ieri pomeriggio per l'ultima volta sul palco del Folk Club, ha confermato quanto scrivevo sul Corriere. Come tante altre volte, quest'ennesimo vulnus al nostro sistema culturale è il frutto tossico di un sistema dei bandi ottuso e deleterio, e più in generale della noncuranza, della sciatteria politicante, della stolida supponenza di chi pretende di amministrarci senza possedere gli strumenti adeguati - o quantomeno un minimo di banale buon senso. Dunque non ho altro da aggiungere. Riporto qui l'articolo uscito ieri sul Corriere, non disponibile on line. Eccallà: loro combinano i casini, e ci rimettiamo noi. Non è necessario possedere l'intuito di Poirot per immaginare quale sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha indotto Paolo Lucà a dire basta. Ho motivo di supporre che il Folk Club, come decine di altre realtà culturali, sia vittima dell'incommensurabile sòla della Regione: parlo delle associazioni che hanno partec...