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UN RECORD PER MONET: 313 MILA PRESENZE, MA MANCANO GLI STRANIERI

Torna a casa, Monet! La mostra fa i bagagli
Miracoli dell'informatica: la mia mailbox si è risanata d'incanto, e adesso riceve nuovamente i comunicati della Fondazione Torino Musei. Posso pertanto annunciarvi quanto segue.

Monet ha chiuso a quota 313.395

Ha chiuso il 14 febbraio, prorogata rispetto alla chiusura prevista del 31 gennaio,  la mostra dedicata a Claude Monet allestita alla Gam. Sono stati esposti più di quaranta capolavori provenienti dalle collezioni del Musée d’Orsay di Parigi.
Aperta al pubblico il 2 ottobre, dopo 118 giorni di apertura la rassegna ha raggiunto la cifra straordinaria di 313.395 visitatori, con una media giornaliera di 2.655 ingressi.
Solo nell’ultima settimana la mostra ha superato le 25.000 presenze.
Nella giornata di domenica, ultimo giorno di apertura, il museo, vista l’eccezionale affluenza, ha deciso di prolungare l’orario di chiusura della biglietteria. I numeri sono stati eccezionali:  4.879 ingressi.
Significativo il numero delle prenotazioni on-line o telefoniche, che hanno permesso agli utenti prenotati di evitare le lunghe code. Oltre 100.000 prenotati, una percentuale del 33% degli ingressi totali.

Un successo social


Tra tutti i dati social, spicca il successo della pagina facebook dedicata alla mostra:
31.500 “like” alla pagina fino ad oggi.
Il “post” con la notizia di aver raggiunto 300.000 visitatori ha avuto 134.000 visualizzazioni, 1122 “like”, 523 condivisioni e 38 commenti.
Tutti i dipinti pubblicati nelle ultime due settimane hanno raggiunto una media di 800 “like”.
Le opere più amate sono state La Gazza (1200 “like”) e Barche ad Argenteuil (600 “like”).

Visitatori mordi-e-fuggi


In occasione della mostra, Turismo Torino, in collaborazione con la Fondazione Torino Musei, ha realizzato un'indagine qualitativa volta a delineare il profilo del visitatore: il campione intervistato è principalmente rappresentato da un pubblico caratterizzato da persone che conoscono bene la città (93%) e sono prevalentemente torinesi e residenti in Piemonte 67%, sono stati a Torino in giornata (77%) e hanno già visitato almeno una volta le collezioni permanenti (58%), dichiarandosi soddisfatti della Gam al 96%.
Questi, ammettiamolo, non sono dati del tutto positivi. Meglio sarebbe se i visitatori da altre parti d'Italia e dall'estero fossero di più. Ma avevamo già ben visto come l'indifferenza verso il mercato straniero abbia caratterizzato l'intera operazione. Né è piacevole constatare che la mostra ha attirato un 77 per cento di visitatori mordi-e-fuggi, che non si sono fermati in città.
Ad ogni modo, Coloro che hanno pernottato a Torino almeno una notte (23%) hanno scelto come tipologia di alloggio la casa di amici o parenti (41%), hotel 3 stelle (19%), hotel 4‐5 stelle (14%) e appartamento in affitto (11%). Interessante evidenziare che a livello di fasce d’età, questa mostra è stata decisamente trasversale, coinvolgendo, soprattutto, la fascia tra i 51 e i 65 anni (30%), ma anche quella compresa tra i 36 e 50 anni (26%). Si tratta comunque di un pubblico con elevata istruzione: il 91% è caratterizzato da diplomati e laureati che mostrano interesse per la cultura (49%) e l’enogastronomia (24%). L’esposizione è per il 72% il motivo del viaggio a Torino, seguito dalla visita ad amici e parenti (10%). Inoltre, coloro che sono stati alla mostra hanno avuto modo di visitare anche altre attrazioni della città, tra cui: il Museo Egizio (18%), il Museo Nazionale del Cinema (14%), la Reggia di Venaria Reale (11%), Palazzo Madama (10%) e il Borgo e la Rocca Medievale (8%). Il campione intervistato dichiara di essere venuto a conoscenza della mostra attraverso i giornali (25%), le affissioni (23%) e Internet (21%) e, dopo averla visitata, si dichiara “molto soddisfatto” per un 62%, “abbastanza soddisfatto” 36%. Coloro i quali si dichiarano invece insoddisfatti (2%), tengono a specificarne la motivazione: poche opere di rilievo esposte (45%) e mostra troppo affollata (29%). All’esposizione sono associate parole come “raffinata” (26%), “comprensibile” (25%) e “accogliente” (22%)

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