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UN MILIONE E MEZZO: APPLAUSI AI PROTAGONISTI

What good's permitting some prophet of doom? Life is a cabaret, old chum! So come to the cabaret!

Scusate se mi bullo: ma è con profonda e vibrante soddisfazione che annuncio che la notte scorsa GabosuTorino ha superato il traguardo di un milione e mezzo di visualizzazioni. Ben piccola cosa per un blog professionale (quale questo non è), ma una grande joia per un simpatico hobby senza pretese. Sono passati giusto tre anni dal 27 settembre 2013, quando ho iniziato seriamente (prima m'ero concesso uno sperimentale e breve cazzeggio) a registrare le disgrazie di questa sfortunata città; e poco più di cinque mesi da quando GabosuTorino ha toccato quota un milione.
In questo giorno di festa mi sento in dovere di ringraziare con tutto il cuore i veri artefici del risultato, ovvero i protagonisti del blog. In particolare - senza voler far torto alla schiera di grand commis, capi dei capi, sapientini, fafioché e vendifumo che si sono prodigati su questo palcoscenico - il grazie più sentito va ai pubblici amministratori locali, dai sindaci e presidenti agli assessori, fino all'ultimo dei consiglieri comunali e regionali, che con le loro pirotecniche trovate non hanno mai fatto mancare la materia prima al mio modesto avanspettacolo, regalando all'autore (e spero anche al pubblico) dolorosi spasmi gastrici e coliti nervose, ma anche momenti di autentico divertimento.
Avanti così. The show must go on.

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CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

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