A volte penso che dovrebbero esserci elezioni tutti gli anni. Le cose accelerano, quando l'urna incombe. Nei giorni scorsi s'è risolta un'altra grana della cultura torinese, il rosso di un milione di euro che il Regio si trascinava dal 2008 per una serie di attività alla Reggia della Venaria volute dalla giunta Bresso senza copertura economica della determina. L'altro ieri la giunta regionale, dopo una battaglia con il coltello fra i denti combattuta dall'assessore Coppola per trovare i soldi, ha deciso di chiudere il buco con uno stanziamento aggiuntivo che sarà versato in due tranches, quest'anno e il prossimo. L'ufficio stampa di Coppola mi fa notare che con questa operazione si compie la promessa, fatta tre anni fa, di azzerare il debito dell'assessoratoalla Cultura: debito che, a detta della stessa fonte, era stato ereditato dalla precedente legislatura per un totale di 30 milioni. Prendo atto e segnalo con compiacimento, pur precisando per onestà professionale che i dati provengono dell'assessorato medesimo, e che non ho ancora avuto modo di verificarli. Peraltro va riconosciuto che la certezza dei contributi e l'azzeramento del debito dell'assessorato (il che ha anche comportato tagli dolorosi) sono stati tra gli obiettivi principali della gestione di Coppola.
Come eravamo. E' il 2002, Patrizia Sandretto inaugura la sede torinese della Fondazione in via Modane, affiancata da Enzo Ghigo, oggi presidente del Museo del Cinema e all'epoca presidente della Regione, e dal Chiampa, allora sindaco di Torino. Alle loro spalle riconosco Vittorio Sgarbi, il marito di Patrizia Agostino Re Rebaudengo, e l'allora vicario vescovile ed ex direttore della "Voce del Popolo" monsignor Franco Peradotto, oggi scomparso Oggi la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo compie venticinque anni. Nel tempo normale, il tempo di prima che abbiamo perduto, sarebbe l'occasione delle celebrazioni di rito, del "sembra ieri", e di quant'altro si conviene a ricorrenze significative per la vita culturale della città. Oggi niente di ciò è possibile. Con adeguato understatement, Patrizia Sandretto per ricordare l'anniversario si è limitata a inviare una lettera che a me è piaciuta, e che quindi pubblico integralmente. Care e cari t...
io la chiamerei una classica regolazione di partita pendente, con un linguaggio burocratico ma efficace. E chissà quante ne vedremo di queste "partite"... che sono debiti contratti, nient'altro.
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