Passa ai contenuti principali

RITORNANO GLI EINSTUERZENDE NEUBAUTEN

Gli Einstuerzende Neubauten dovrebbero tornare a Torino entro l'anno per presentare la loro nuova opera
Guardate questa foto: sono gli Einstuerzende Neubauten, i "Nuovi edifici che crollano", la band di musica industriale più celebre del mondo. Legati indissolubilmente a Torino da quando, nel 1989, si esibirono in un Lingotto che non era più fabbrica e per il quale si stava progettando un nuovo destino. Dopo quel concerto epocale, gli Einstuerzende Neubauten sono tornati in città solo nel 2011, per uno spettacolo al Colosseo nel cartellone di Musica 90. Beh, li riascolteremo presto. Come segnala il loro sito, in questo momento gli Einstuerzende Neubauten sono in studio per preparare una nuova opera che verrà presentata in prima mondiale l'8 novembre a Diksmuide, in Belgio. Strano posto, vero?, per una prima mondiale. No. Posto giusto, perché Diksmuide è vicina a Ypres, località tristemente nota perché su quel fronte, durante la Grande Guerra, vennero utilizzati per la prima volta i gas tossici. E ciò è legato all'opera che sta preparando l'ensemble berlinese: a quanto trapela, infatti, sarà una suite sugli orrori della guerra, in cui dovrebbero essere inseriti anche materiali sonori storici con le voci degli internati. Ebbene: pare che gli Einstuerzende Neubauten presenteranno l'opera anche a Torino, subito dopo l'esordio in Belgio. O comunque entro l'anno. La sede del concerto potrebbe essere l'Auditorium Rai di via Rossini.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CULICCHIA DIRETTORE DEL CIRCOLO

Uscito sul Corriere e non disponibile on line. È andata come era previsto, e logico: Giuseppe Culicchia è il nuovo direttore del Circolo dei Lettori. Nomina scontata, se solo si considera il curriculum: scrittore affermato in Italia e pubblicato anche all'estero; solidi legami sia con la scena culturale cittadina, sia con l'editoria nazionale; esperienza nel mondo dei giornali; una lunga collaborazione con il Salone del Libro; apprezzato anche al Circolo, dove dirige un festival letterario, «Radici», di ottima qualità. Insomma, il perfetto kit del candidato naturale alla successione di Elena Loewenthal, anche a prescindere dall'endorsement – alquanto sfacciato – del fratello d'Italia Maurizio Marrone; endorsement che a Culicchia ha fatto più male che bene, facendone involontario oggetto di scontri di potere e appiccicandogli addosso un'etichetta «politica» che dubito gli appartenga e comunque non s'è avvertita nelle sue scelte alla direzione di «Radici», onestam...

IL CINEMA CHE PIACE A MOLLICONE

Già al Regio, venerdì sera, l'occupazione delle poltrone d'onore raccontava i nuovi equilibrii: accanto a un rabbuiato Lo Russo sedevano ( nella foto da sinistra - beh, si fa per dire... - a destra ) Alberto Cirio, quindi il direttore del Tff Giulio Base (poltrona raramente occupata, lui stava sempre sul palco), più a destra ancora il fratello d'Italia Federico Mollicone, presidente della Commissione cultura della Camera, e infine Sergio Castellitto in quota amicale. Specchio del paese, la maggioranza cinematografica si accomoda al Torino Film Festival lanciando accorati appelli per salvare l'industria del cinema (Castellitto) e subito dopo impegnandosi a salvarla «ma con cognizione» (Mollicone). Intanto a Roma covano tagli al Fondo per il cinema mentre a Torino la giunta Cirio proclama la granitica volontà di «trasformare il Piemonte in uno dei principali poli cinematografi d'Europa». Nientemeno. Si mettessero d'accordo con se stessi: 'sto cinema lo voglion...