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SUSPENCE PER "NON UCCIDERE"

Miriam Leone, l'ispettore Valeria Ferro di "Non uccidere"
Se dio vuole, per oggi abbiamo sistemato il cabaret. Finalmente posso assolvere ai miei doveri nei confronti di quei lettori che mi chiedono notizie sull'auspicata seconda serie di "Non uccidere", la fiction poliziesca girata in Piemonte. La prima serie su Raitre il sabato sera si è conclusa il 20 febbraio. L'audience non è stata eccezionale, però il gradimento non ha fatto che crescere: le inchieste dell'ispettore Valeria Ferro (Miriam Leone) sono piaciute a chi non ama le fiction tradizionali (le mappazze, per intenderci), e sono state assai lodate dalla critica, che le ha giudicate una delle pochissime produzioni italiane all'altezza dei migliori modelli internazionali.
Purtroppo non è ancora chiaro se la Rai intenda produrre una seconda serie.
Come vi dicevo, alcuni lettori mi domandano se ho notizie fresche. Così stamattina ho telefonato a Paolo Manera, il direttore di Film Commission, che segue la vicenda con comprensibile attenzione. "Non uccidere" è una formidabile chance per l'intero sistema cinema in Piemonte, se continuasse garantirebbe occupazione a lungo termine per tanti lavoratori del settore.
Manera mi ha confermato che in Film Commission restano ottimisti. In Rai, però, ogni decisione al momento è ferma, in attesa che si concluda la giostra delle nuove nomine ai vertici e la situazione si assesti. L'ex direttore di Raitre Andrea Vianello aveva speso parole di lode per "Non uccidere" in occasione della serata speciale organizzata a gennaio al cinema Massimo: ma adesso la decisione spetta alla nuova direttrice di rete, Daria Bignardi.
Manera mi ha assicurato che al momento le prospettive sono incoraggianti e presto ci sarà una risposta definitiva. Intanto, ha aggiunto, ci sono in vista altri interessanti progetti. "Per il cinema in Piemonte sarà una buona annata", ha concluso.

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