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IN GINOCCHIO DA TE. BARBERA, RESTA!

Alberto Barbera: "Ma dici a me? Ehi, con chi
stai parlando? Dici a me? Non ci sono che io qui"
La dichiarazione ufficiale, unica esternazione delle ragazze Parigi e Leon dopo l'odierno faccia a faccia "chiarificatore" sulla vicenda del Museo del Cinema, è più asciutta del Sahara a Ferragosto: 
"Sul futuro del Museo Nazionale del Cinema abbiamo individuato un percorso condiviso, nell'interesse di questa Istituzione fondamentale per la Città di Torino e per la Regione Piemonte. Si è convenuto di proporre al Comitato di Gestione del Museo di chiedere la disponibilità ad Alberto Barbera di continuare a dirigere il Museo per il 2017. Nello stesso tempo si procederà alla definizione e alla pubblicazione di un nuovo bando di selezione pubblica effettuata attraverso una commissione esterna di valutazione, tutto ciò al fine di individuare una figura di alto livello per la direzione". 
Cerchiamo di capire.
Intanto non si sono ammazzate. Già questo è un notizione. E direi proprio che si siano messe d'accordo.
Ma che cosa significa, in politichese, "individuare un percorso condiviso"? Significa che hanno scelto l'unica strada a disposizione, perché tutte le altre portavano al baratro.

Metodo deduttivo: Poirot e il caso del direttore scomparso

Facciamo lavorare le cellulette grige. Qual è il problema del Museo del Cinema? Ha bisogno di un direttore entro il 31 dicembre, sennò resta decapitato e rischiano pure di saltare i festival.
Ma il bando è ormai svuotato e avvelenato dai veti e controveti e ne occorrerebbe un altro per scegliere un nuovo direttore. Però si tirerebbe in lungo. Troppo in lungo. Non c'è tempo.
Ok, miei piccoli detective. Ci state arrivando, vero?
C'è un'unica persona in grado, oggi, di fare il direttore del Museo del Cinema senza ricorrere a un nuovo bando. Ed è l'attuale direttore (prorogato) Alberto Barbera.
[Parte la colonna sonora: Gianni Morandi, In ginocchio da te].
Così il "percorso condiviso" individuato dalle ragazze Parigi e Leon è proporre a Barbera un'ulteriore proroga, nell'attesa che la crisi decanti. E la proroga non sarà di un paio di mesi, bensì di un anno nel corso del quale Barbera avrà pieni poteri e collaborerà per creare i presupposti di una transizione logica e benefica per il Museo.
Non possono trattare. Barbera è disposto ad accettare soltanto a questa condizione: proroga di un anno e con pieni poteri. Take it or leave it. Non è il loro lacché e non ha bisogno di loro. Loro, invece, hanno un dannato bisogno di lui per uscire dal ginepraio nel quale si sono cacciati con giovenil baldanza.
Sicché persino le gnogne del trio Giordano devono rientrare. Se la barca va a fondo annegano tutti, anche quelli che gnognano. Meglio tenersi le gnogne e restare all'asciutto. Tanto più che in Consiglio l'opposizione minaccia battaglia con apposita interpellanza, e non è acqua quella che ormai arriva la gola.
Non sono certo che Barbera acconsenta. Ma nei giorni scorsi l'ho visto davvero dispiaciuto per la brutta china presa dal Museo, quindi immagino che non saprà resistere alla mozione degli affetti. L'ho sempre detto. Il sentimentalismo, alla fine, frega anche i migliori.
[Colonna sonora: Caterina Caselli, Perdono].

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