Passa ai contenuti principali

MONTALCINI PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE DEL MUSEO MONTAGNA

Mario Montalcini

Ricevo e volentieri pubblico:
È stata nominata ieri all’unanimità, nel corso della riunione del Consiglio direttivo del Cai Torino, la nuova Commissione del Museo Nazionale della Montagna, organo strategico per la sua valorizzazione.
La Commissione è stata presieduta fino ad ottobre 2020 da Valentino Castellani, al quale succede ora Mario Montalcini, fondatore e partner di Brainscapital, già presidente della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura e da molti anni motore di importanti sfide del nostro territorio.
I membri sono Paolo Bertolino, avvocato, segretario generale di Unioncamere Piemonte, istruttore Cai di scialpinismo; Luca Chianale, commercialista, consigliere del Cai Torino; Linda Cottino, giornalista e scrittrice di montagna, già direttore della rivista Alp, membro del direttivo del Valsusa Filmfest e della giuria del Premio Itas di letteratura di montagna; Saverio Isola, architetto specializzato in museografia, alpinista, capo della stazione torinese del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico; Paolo Salsotto, ingegnere, già presidente dell’Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Marittime, dirigente del Corpo Forestale dello Stato e istruttore Cai di scialpinismo; Angelica Sella, presidente della Fondazione Sella di Biella.


Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CULICCHIA DIRETTORE DEL CIRCOLO

Uscito sul Corriere e non disponibile on line. È andata come era previsto, e logico: Giuseppe Culicchia è il nuovo direttore del Circolo dei Lettori. Nomina scontata, se solo si considera il curriculum: scrittore affermato in Italia e pubblicato anche all'estero; solidi legami sia con la scena culturale cittadina, sia con l'editoria nazionale; esperienza nel mondo dei giornali; una lunga collaborazione con il Salone del Libro; apprezzato anche al Circolo, dove dirige un festival letterario, «Radici», di ottima qualità. Insomma, il perfetto kit del candidato naturale alla successione di Elena Loewenthal, anche a prescindere dall'endorsement – alquanto sfacciato – del fratello d'Italia Maurizio Marrone; endorsement che a Culicchia ha fatto più male che bene, facendone involontario oggetto di scontri di potere e appiccicandogli addosso un'etichetta «politica» che dubito gli appartenga e comunque non s'è avvertita nelle sue scelte alla direzione di «Radici», onestam...

IL CINEMA CHE PIACE A MOLLICONE

Già al Regio, venerdì sera, l'occupazione delle poltrone d'onore raccontava i nuovi equilibrii: accanto a un rabbuiato Lo Russo sedevano ( nella foto da sinistra - beh, si fa per dire... - a destra ) Alberto Cirio, quindi il direttore del Tff Giulio Base (poltrona raramente occupata, lui stava sempre sul palco), più a destra ancora il fratello d'Italia Federico Mollicone, presidente della Commissione cultura della Camera, e infine Sergio Castellitto in quota amicale. Specchio del paese, la maggioranza cinematografica si accomoda al Torino Film Festival lanciando accorati appelli per salvare l'industria del cinema (Castellitto) e subito dopo impegnandosi a salvarla «ma con cognizione» (Mollicone). Intanto a Roma covano tagli al Fondo per il cinema mentre a Torino la giunta Cirio proclama la granitica volontà di «trasformare il Piemonte in uno dei principali poli cinematografi d'Europa». Nientemeno. Si mettessero d'accordo con se stessi: 'sto cinema lo voglion...