Assessori in allegria: Braccia e Fassino |
Com'è dovere (e piacere) di questo blog, tale pregnante scritto merita un accurato #factchecking.
Ordunque procediamo. Ecco il testo fassinesco (lo firma Braccialarghe, ma non sottilizziamo: questo blog guarda alla sostanza dei fenomeni) con le sbarazzine note di Gabo in nero corsivo. I titoletti sono miei, per spezzare un po'.
La prima idea originalissima: coinvolgere le fondazioni
"Fin dall'inizio del mandato, partendo da dati economici di incontrovertibile criticità (traduzione: Chiampa ci ha lasciato un sacco di debiti, Nota di Gabo), la sfida che il sindaco Piero Fassino ed io abbiamo scelto è stata quella di compiere ogni sforzo per tutelare il patrimonio culturale che avevamo ereditato e di rilanciarlo ulteriormente, convinti del fatto che la Cultura, oltre ad essere elemento fondante della crescira individuale e collettiva di una comunità, potesse anche rappresentare uno straordinario volano di sviluppo. In quest'ottica, il Sindaco ha voluto legare la delega alla Cultura a quella del Turismo e si è dato così avvio ad un processo di coinvolgimento delle fondazioni ex bancarie e di aziende private che potesse assicurare un'adeguata copertura economica a sostegno delle attività (sembra quasi che prima le fondazioni non facessero nulla. Non è vero, facevano esattamente come adesso, anzi di più perché disponevano di più denaro, NdG). In particolare, la nascita della Fondazione per la Cultura ha consentito di instaurare un rapporto con molte imprese che sono diventate partener dello nostre attività culturali (a questo punto, su La Stampa, da dove sto ricopiando il teso, c'è un omissis. Forse si esclude esigenze di spazio l'elencazione dei successi e degli ingenti capitali raccolti dalla Fondazione per la Cultura, NdG). Se oggi Torino viene ritenuta una grande città a vocazione culturale lo si deve anche a questo preciso progetto (ma va là, era ritenuta "una grande città a vocazione culturale" ben prima di voi due: i nomi di Balmas, Perone, Alfieri vi dicono qualcosa? Voi vi siete limitati a inventare nuove manifestazioni malaticce a scapito di quelle esistenti, NdG)".Le opere del regime
La lettera prosegue con il diligente elenco delle opere del regime: "Il ritorno nella nostra città di grandi mostre (Degas, Renoir, Hermitage e oggi Monet); le nuove iniziative legate al mondo del jazz (penso si riferisca al velleitario TJF, un milione di euro per una roba frequentata al 63 per cento da soli torinesi e da un misero 18 per cento di residenti fuori Piemonte, alla faccia del turismo, NdG), alla musica classica in piazza (Mozart con amplificazione rock, mai più senza, NdG); la nascita e l'affermazione del Centro italiano di fotografia (nel sito di Camera il Comune compare con un semplice patrocinio, che non implica finanziamento: attendo chiarimenti, NdG); il completamento del nuovo Museo Egizio (la più parte dei soldi li hanno messi le fondazioni, e i lavori sono cominciati nel 2010, regnante il Chiampa: volevo vedere che li bloccavano..., NdG); il riconoscimento ricevuto dall'Unesco come città del Design costituiscono alcuni esempi concreti di questo percorso" (curiosamente dimentica di citare la sua perla, il TOdays Festival, NdG).Cosa attrae i turisti
"Credo che aver realizzato un palinsesto di iniziative culturali così organico e distribuito su tutto l'anno abbia contribuito a rendere Torino una meta sempre più attrattiva per i flussi turistici nazionali e internazionali. I dati dell'afflusso turistico nella nostra città di questi cinque anni segnalano un continuo trend di crescita percentuale, anno su anno (e questo è vero, moderatamente - come si evince da un rapporto Irs del 2014 per Torino Strategica che parla di un + 84 per cento di turisti nel decennio 2003-2013, con soltanto un + 3 per cento di stranieri. Il problema è che non avete capito perché crescono i turisti: arrivano per i musei, per la Venaria - dove, pur dopo tanti annunci, ancora non siete entrati - o per il Salone del Libro, che avete mandato a scogli; per il Museo del Cinema, a cui negli anni avete ridotto i fondi, e per Club to Club e View, che non vi cagate manco di pezza; quest'anno, in particolare, le fatidiche masse turistiche sono arrivate per il Papa e per la Sindone - ambiti sui quali forse non avete il totale controllo - e per gli U2, portati da un privato che neanche vi piace troppo; e non certo per il vostro Festival Jazz, né per la vostra musica in piazza, e men che meno per TOdays. Neanche per MiTo, arrivano: ma poiché MiTo non l'avete inventato voi due, allora fate il cipiglio feroce e dite che MiTo - e solo MiTo - così non va perché non porta turisti, NdG). Credo che questo possa rappresentare un elemento di orgoglio per ciascuno di noi, perché abitare in una città viva, attiiva e propositiva aiuta a migliorare la nostra coesione sociale e propone Torino come una città nella quale avviare una nuova attività imprenditoriale, venire a studiare e a vivere, insomma, una città su cui scommettere".Siamo tanto tanto Contemporary
Fassino e Larotella (Fondazione per la Cultura) alla presentazione di Artissima |
E meno male che li consideri un valore... Li considerassi merda, cosa faresti?
"Tengo quindi a precisare, rispetto a quanto uscito sugli organi di stampa, che manifestazioni come Paratissima e Club to Club rappresentano un valore per la città al pari delle attività direttamente organizzate dagli enti pubblici" (ma che cosa precisi? Manco fossimo noi scribi a raccontare frottole. Qui davvero si oltrepassa il limite. Lo scrivente Fassino/Braccialarghe osa negare che:1. Paratissima è tenuta in sospeso da cinque mesi per una delibera colpevolmente non approvata; non riceverà alcun sostegno economico dal Comune al quale anzi dovrà versare un balzello dopo aver riprestinato a proprie spese un bene comunale.
2. Club to Club riceve dal Comune il contributo di 20 mila euro, contro i 200 mila sperperati dal Comune stesso per una sua manifestazione, TOdays, neppur lontanamente paragonabile per valore artistico, richiamo di pubblico extratorinese, e visibilità internazionale. E per umana pietà taccio sul Jazz Festival; e taccio pure sul Capodanno in piazza con Paolo Belli, 170 mila euro buttati nel cesso.
3. Per Paratissima e Club to Club né il Comune, né la Fondazione per la Cultura, si sono mai attivati alla ricerca di sponsor; sponsor che, qualora reperiti, vengono comunque e sempre dirottati sulle manifestazioni indicate dal sindaco/assessore e dal suo delegato, NdG).
Ribadisco pertanto l'impegno del mio Assessorato a proteggere e valorizzare queste iniziative con ogni sforzo" (e qui l'ironia sul "dagli amici mi guardi Iddio" è fin troppo facile. Se questa è la valorizzazione e protezione che ti offre l'Assessorato, preferisco averlo nemico per la vita. Ma il problema non credo siano soltanto Fassino e Braccialarghe. Ben più dannosi sono i pessimi servi/consiglieri di cui si circondano: gente che se ancora non ha suggerito a quelli di Club to Club o di Paratissima di trasferirsi altrove, tipo Milano, pur di levarseli dai coglioni prima o poi ci arriverà, perché al peggio non c'è limite, NdG).
La missiva si conclude con una vibrante esortazione: "La Torino culturale deve continuare ad essere un'appassionante missione collettiva" (la missione funziona così: voi sparate a palle incatenate e loro cercano di schivare, NdG).
Firmato Braccialarghe. Che dire di più? Evidentemente viviamo su pianeti diversi, o su terre parallele.
C'è posta per voi
Ad ogni modo fin da ora la monade Fassino/Braccialarghe può dimostrare le sue buone intenzioni: stamane infatti Sergio Ricciardone di Club to Club, colpito e commosso dalle dichiarazioni d'affetto dei due Crociati della Cultura, ha riscritto a Braccia e alla portavoce di Filura, chiedendo un nuovo incontro. Vediamo se stavolta i due Crociati rispondono.
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