Passa ai contenuti principali

CHIUDETE I MUSEI: TANTO C'E' IL JAZZ

Questa ve la riporto come m'è arrivata dall'ufficio stampa del Comune, che in un comunicato sui trionfi turistici di Torino scrive: "Nel ponte del 25 aprile Torino è stata invasa da una moltitudine di turisti: i dati della Confesercenti parlano di un'occupazione degli hotel pari al 95% (il 70% è arrivato in città per il Jazz Festival)".
Cioé, fammi capire: mi stai dicendo che il 70 per cento dei turisti che dal 22 al 25 aprile hanno occupato il 95 per cento delle camere d'albergo di Torino sono venuti per il Festival Jazz? Non per la Reggia di Venaria (e allora chi erano quei 55 mila che hanno pagato il biglietto per entrarci?), non per l'Egizio, il Museo del Cinema, la collina, Superga, le architetture juvarriane; e nemmeno per i giandujotti, i Subsonica o la Giuve. No, niente di tutto ciò. La verità che mi riveli è che ogni cento turisti che ci hanno onorati della loro presenza, 70 (diconsi settanta) hanno lasciato le loro case lontane, sono balzati su auto e treni e moto e aerei e torpedoni e diligenze e sono piombati in città dal colle e dal piano ammaliati da un unico, possente richiamo: il Torino Jazz Festival.

Apperò...
La notizia, messa così, mi è sembrata una possente sfida a ogni senso del ridicolo. Per cui ho chiesto all'ufficio stampa del Comune quale sia la fonte di tale strabiliante affermazione. Mi hanno confermato il dato, e mi hanno detto che la fonte è sempre Confesercenti.
Insomma: Confesercenti apprezza il Festival Jazz, come si deduce dalla secca presa di posizione nella penosa vicenda dei rumori. E ci sta: sono convinto anch'io che il Tjf, insieme a tanti altri fattori, contribuisce a creare un bel movimento turistico. Ma se Confesercenti ha accertato - immagino tramite un suo scientifico sondaggio - che il 70 per cento dei turisti del ponte, ospiti nei nostri alberghi, sono venuti a Torino per il Festival Jazz, beh, allora fermiamoci e parliamone. Se questa è la realtà, ne 
deriva che tutto il resto è inutile. Cioé, che minchia stiamo a sbatterci per tenere aperti i musei e i teatri e le mostre e i saloni e l'intero ambaradan se bastano quattro concerti jazz a riempirci la città di visitatori?
Insomma, sono basito. Non dubito dell'onestà di nessuno, però sono come San Tommaso: attendo di vedere il sondaggio, e conoscere i criteri con i quali è stato condotto.

Commenti

  1. Nessuno è in grado di realizzare un sondaggio che abbia una qualche validità statistica in così breve tempo. Almeno non con le risorse a disposizione di Confesercenti. Anche raccogliere le impressioni a caldo degli albergatori iscritti all'associazione con un giro di telefonate non è una metodologia accettabile.

    Poi si chiedono stupiti perché nei sondaggi Chiara Appendino sale e loro scendono: perché siamo sabaudi e questo PD di addetti stampa furbetti stile Renzie non lo sopporta proprio più nessuno.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

LUCA MANA DIRETTORE DEL MUSEO OMETTO

Luca Mana è il nuovo direttore del Museo Accorsi-Ometto Ricevo e volentieri pubblico: Da ieri il Museo Accorsi-Ometto ha un nuovo direttore. Il 26 settembre 2019 si è riunito il Consiglio d’amministrazione della Fondazione Accorsi-Ometto che ha ratificato le ultime volontà del Cavaliere Giulio Ometto, nominando Direttore del Museo e del Consiglio artistico Luca Mana, attuale responsabile delle collezioni museali. L’incarico sarà effettivo dal 1°ottobre. Luca Mana, 38 anni, è storico dell’arte. Ha studiato a Torino e a Bologna. Vincitore nel 2009 della borsa di studio Crt “Master dei Giovani Talenti della Società Civile”, dal 2015 è responsabile delle collezioni del Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, del quale, in questi ultimi anni, ha curato il riallestimento delle sale e gli allestimenti delle mostre. Curatore e co-curatore di esposizioni dedicate alla cultura figurativa italiana tra Seicento e Ottocento, è autore di saggi e di articoli che spaziano dall’evoluzione dei re...