Passa ai contenuti principali

ANCORA UN SET: ALMENO FILM COMMISSION FUNZIONA...

Il cast del film con Paolo Tenna (Fip) a sinistra e il regista al centro
Ricevo e - in colpevole ritardo, causa disastri salonistici - volentieri pubblico, a scopo consolatorio: qualcosa ancora funziona, finché glielo consentiranno...

E' stato presentato ieri "Prima di lunedì" di Massimo Cappelli con Vincenzo Salemme, Fabio Troiano, Martina Stella, Andrea Di Maria, Sandra Milo e Sergio Muniz. Il film è stato girato quasi tutto in Piemonte: le principali location torinesi sono state l’hotel Golden Palace e il Carrefour Porte di Moncalieri; molte scene si svolgono a Carrù, Mondovì e Fossano.
Il film è prodotto da Massimiliano Leone e Valentina Di Giuseppe per Lime Film, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e Fip, attraverso il tax credit.
“A poco più di un anno dalla precedente commedia realizzata ad Alba – commenta Paolo Damilano, presidente di Film Commission Torino Piemonte – Lime Film torna a girare nella nostra Regione: in quattro settimane di riprese la ricaduta ha superato 500 mila euro e impiegato 25 tecnici locali. Questa è un’importante conferma del buon lavoro svolto. Torino e il Piemonte sono ormai in grado di accogliere al meglio riprese e esigenze delle varie troupes.”
“Il ritorno di Lime Film in Piemonte è stato fin da subito proficuo anche per il coinvolgimento degli investimenti privati che si attestano intorno a 650.000 euro: basti pensare al rinnovato intervento di BAM Banca Alpi Marittime attraverso l’uso del Tax Credit – sottolinea Paolo Tenna, ad di Fip Film Investimenti Piemonte – che ha potuto sfruttare anche la fase di riprese per organizzare valide azioni di comunicazioni interna e di team building. Da non dimenticare l’incoraggiante prima volta per Terfinance e Selezione Baladin che hanno investito in questo film e che speriamo di poter presto coinvolgere in nuove produzioni che Fip saprà individuare.”

Commenti

Posta un commento

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...