Passa ai contenuti principali

SALONE: NERO SU BIANCO, CI PENSANO IL CIRCOLO E LA FONDAZIONE CULTURA

Tutto come previsto stamane al CdA della Fondazione per il Libro. Approvato il protocollo d’intesa che affida a Circolo dei Lettori e Fondazione per la Cultura l’organizzazione del Salone 2018. Confermata l’istituzione di una cabina di regia che supervisionerà tutto il lavoro. Di questo organismo faranno parte il presidente della Fondazione Massimo Bray, il vice Mario Montalcini, il presidente e la direttrice del Circolo dei Lettori Luca Beatrice e Maurizia Rebola, la segretaria generale della Fondazione per la Cultura Angela Rotella e il segretario generale dela Fondazione per il Libro Michele Petrelli: una ciurma, insomma. Come previsto e annuciato, il Circolo dei Lettori si occuperà del Salone propriamente detto, quello del Lingotto, mentre la Fondazione Cultura del Salone Off, delle attività musicali e della ricerca di sponsor.
I cavoli amari arriveranno il 19 dicembre quando l’Assemblea dei soci della Fondazione per il Libro. La soluzione più probabile - io direi bell'e che certa - è che si liquidi la vecchia Fondazione e se ne costituisce immediatamente una nuova (la famosa NewCo) con gli stessi compiti e forse con lo stesso personale. La Fondazione in liquidazione si occuperà di incassare i crediti (in genere contributi di Comune e Regione non ancora versati) e di pagare i debiti con i fornitori. Si spera.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...