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PALAZZO MADAMA IN ROSA: DOPO MARILYN LE FOTOREPORTER DI GUERRA

Marilyn Monroe in una foto della collezione Stampfer
La mostra a Palazzo Madama su Marilyn Monroe regala ai visitatori 150 memorabilia della diva, provenienti dalla collezione di Ted Stampfer, che faranno la felicità dei feticisti: c'è anche l'originale autentico e svolazzante abito bianco di "Quando la moglie è in vacanza". Fa storcere un po' di nasi tradizionalisti, ma è ben costruita, e tirerà pubblico e conseguenti incassi: è costata 350 mila euro, di cui 70 mila arrivano dallo sponsor Unipol, e il break even point non sembra difficile da raggiungere. Forse la sede non è la più congrua: per dire, anch'io l'avrei vista meglio al Museo del Cinema. Ma il neo-direttore Guido Curto respinge l'accusa di "snaturare" Palazzo Madama. Dopo Marilyn, la sala tornerà alla sua recente vocazione per la fotografia ospitando gli scatti di 14 donne fotoreporter di guerra; ma - oltre a curare la collaborazione con il parigino Musée de Cluny nella mostra sugli smalti limosini - Curto sta anche preparando una mostra più "classica" dedicata a Emanuele D'Azeglio, il "fondatore" dei musei civici torinesi, e un grande progetto su invasioni, viaggi e grandi migrazioni nel Medio Evo, per il quale vorrebbe avvalersi della consulenza dello storico Alessandro Barbero.

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CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...