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MURAZZI, TENIAMO FUORI LA POLITICA

 Cassiani e Grimaldi
Peccato: attorno alla festa dei Murazzi di domenica 23 si sta scatenando una ridda di polemiche. Tralascio quelle su Facebook, alimentate dai soliti "gomblottisti" che non perdono occasione per buttarla in caciara, dando libero sfogo a livori e frustrazioni di ogni genere, tirando fuori ogni possibile teoria sul famigerato "Sistema Torino". Più rilevante invece la questione del Consiglio comunale aperto da tenere ai Muri: proposta avanzata dal consigliere leghista Fabrizio Ricca. La mozione è stata presentata ieri, sottoscritta dalle oppozioni (Lega, M5S e Forza Italia). I consiglieri di maggioranza hanno rifiutato di firmare. La mozione è stata quindi respinta. La spiegazione della maggioranza è semplice: si tratta di una operazione banalmente demagogica, ideata da chi fino a ieri premeva per trasformare i Muri in una specie di centro commerciale, e oggi "vuole atteggiarsi ad 'amico del Murazzi' per trarne vantaggi in vista delle elezioni". L'assessore Ilda Curti, dal canto suo, mi ha confermato che considera la manifestazione di domenica 23 un'iniziativa che viene dai cittadini e che deve rimanere dei cittadini, senza tentativi, da parte dei politici, di cavalcarla in alcun modo.
Due consiglieri comunali, Luca Cassiani (Pd) e Marco Grimaldi (Sel), noti per essersi sempre impegnati a favore di un rilancio dei Muri come spazio di creatività, hanno inviato a Gabosutorino questa dichiarazione:
Non cediamo alle provocazioni. Andremo alla giornata di mobilitazione per la riapertura dei Murazzi da cittadini e non renderemo una bella giornata in un ring del consiglio comunale. I populisti e demagoghi è bene che domenica vadano a farsi una passeggiata fuori porta. Da consiglieri, siamo tra i pochi ad aver sempre sostenuto la necessità di fermare il vuoto che regna nel lungo fiume più importante d'Italia. La città deve chiedere il dissequestro dell'area e bandire le arcate per rilanciare i Muri di giorno e di notte. Di notte, avete letto bene. Noi, a differenza di tanti consiglieri delle opposizioni, appiattiti sulle posizioni dei comitati anti movida, pensiamo che senza la musica i Murazzi non esistano. Abbiamo firmato l'appello perchè condividiamo i toni e lo spirito della manifestazione. Bastano le parole finali della petizione per riassumere quella che pensiamo sia la 'strada giusta': "Noi sosteniamo luoghi e spazi di 'libertà', quella che non desidera danneggiare le libertà altrui ma che ha la forza di mantenere viva una città. Quella stessa libertà che altrove, senza imbarazzi, viene chiamata Cultura".
Marco Grimaldi e Luca Cassiani

Commenti

  1. Tutto chiaro: la tipica autoreferenzialità torinese viene fuori anche sulla vicenda Murazzi, anche se si rischia di andare a bagno. Nell'appello che ho firmato viene citato il PROGETTO INTEGRATO D'AMBITO (approvato nel 2006) e che ora si vorrebbe modificare. Come? Chi ha firmato l'appello conosce i contenuti essenziali di quel progetto? Ne dubito fortemente. La modifica del P.I.d'A. è la necessaria copertura "culturale" ad una operazione che a Palazzo Civico è una bombetta fumante che nessuno vorrebbe gestire e men che meno da rimanerne con il cerino acceso in mano. Un sommesso suggerimento: chi ha organizzato l'iniziativa di domenica 23 ha pensato di invitare il dott. Luca Rinaldi, il Soprintendente del MIBACT? Qualunque progetto di riqualificazione su beni tutelati (come i Murazzi) deve essere sottoposto al suo parere: perché non pensarci prima (una volta tanto?)

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