Passa ai contenuti principali

SALONE DEL LIBRO, DUE CONCETTI BUFFI

Dopo l'ingresso nel CdA di Massimo Lapucci (Fondazione Crt) e Piero Gastaldo (Compagnia di San Paolo) la tragicommedia del Salone del Libro ha virato bruscamente verso la pochade. Mentre i due castigamatti si preparano a spulciare i conti, i capitani perniciosi si sgolano a ripetere al colto e all'inclita due concetti talmente buffi da diventare irritanti, dato che Chiampa&Filura li spacciano per oro colato.

Il primo concetto buffo: Chiampa e Filura hanno "scelto"

Il primo concetto buffo è che Piero Fassino e Sergio Chiampa hanno "scelto" Lapucci e Gastaldo. Addirittura leggo un'intervista in cui la presidente Milella sostiene (senza scoppiare a ridere, impresa davvero notevole) che i due "hanno avuto un colpo di genio".
Ok. E io ho segnato tre reti al Brasile.
Con l'acqua alla gola e i creditori alle porte, Fassino e Chiampa non potevano scegliere neppure il programma da guardare in tivù. Certo: sulle prime hanno sperato di piazzare come al solito uomini loro sulle poltrone libere del CdA. Ma la situazione era talmente drammatica che alla fine hanno dovuto far di necessità virtù, accettando di vedere poltrone occupate da uomini liberi dalla loro influenza. D'accordo: non è detto che, al momento, le Fondazioni caccino i soldi di tasca propria. Ma di sicuro (anche Fassino ne è convinto, me l'ha detto lui) gli eventuali nuovi soci finanziatori adesso saranno più inclini a farsi avanti. E ci credo: ora sanno di poter trattare con persone serie che rappresentano istituzioni serie. Per l'appunto, Lapucci e Gastaldo: i quali, al netto di bizantinismi e distinzioni poetiche, incarnano la "tutela" delle Fondazioni bancarie. Una tutela ormai inevitabile, considerato lo stato delle cose in città. E non mi riferisco soltanto al Salone.

Il secondo concetto buffo: Lapucci e Gastaldo rappresentano Regione e Comune

I fratelli Piero e Sergio Marx si accordano sui nomi da piazzare nel CdA del Salone
Da ciò deriva il secondo concetto buffo, affannosamente ripetuto da tutte le parti in commedia: Lapucci e Gastaldo entrano nel CdA "a titolo personale", non per conto delle rispettive Fondazioni. Infatti si afferma, senza ombra d'ironia, che "sono stati nominati in rappresentanza l'uno della Regione e l'altro del Comune".
Fantastico. Nella versione dei nostri fratelli Marx della mutua (vedi foto), Lapucci e Gastaldo, ovvero i segretari generali delle due più potenti Fondazioni bancarie italiane, sono due omarini talmente sfaccendati e annoiati che accorrono lesti al richiamo della pericolante patria sabauda, pur di trovarsi un hobby. Un passatempo "a titolo personale". Tipo andare a pesca o giocare a bocce. E si ficcano in un ginepraio maledetto qual è oggi il Salone, con l'unico obiettivo di farsi portatori del "pensiero" del Comune e della Regione.
Già me li vedo. Oh sì, me li vedo proprio, Lapucci e Gastaldo sull'attenti a prendere ordini da Filura e Chiampa. Vorrei una foto.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

LUCA MANA DIRETTORE DEL MUSEO OMETTO

Luca Mana è il nuovo direttore del Museo Accorsi-Ometto Ricevo e volentieri pubblico: Da ieri il Museo Accorsi-Ometto ha un nuovo direttore. Il 26 settembre 2019 si è riunito il Consiglio d’amministrazione della Fondazione Accorsi-Ometto che ha ratificato le ultime volontà del Cavaliere Giulio Ometto, nominando Direttore del Museo e del Consiglio artistico Luca Mana, attuale responsabile delle collezioni museali. L’incarico sarà effettivo dal 1°ottobre. Luca Mana, 38 anni, è storico dell’arte. Ha studiato a Torino e a Bologna. Vincitore nel 2009 della borsa di studio Crt “Master dei Giovani Talenti della Società Civile”, dal 2015 è responsabile delle collezioni del Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, del quale, in questi ultimi anni, ha curato il riallestimento delle sale e gli allestimenti delle mostre. Curatore e co-curatore di esposizioni dedicate alla cultura figurativa italiana tra Seicento e Ottocento, è autore di saggi e di articoli che spaziano dall’evoluzione dei re...